Fabbrica civica

Fabbrica civica

Premessa:

— “Ci occorre una immagine per questa rassegna. Non sappiamo ancora tutti i contenuti. Sappiamo che è un progetto che inizia ora e vorremmo non finisse mai. Che si trasformasse. Pur restando se stesso.”

— “Ok. Definiamo degli ambiti di intervento? Tipo… rigenerazione urbana + architettura + riuso + cultura + innovazione sociale?”

— “Si, vanno bene quelli che dici”.

— “Ok. E quali strumenti e media possiamo usare? Posso pensare a qualcosa di alternativo da affiancare al… classico?”

— “No, per ora no.”

 

 

Key visual

Il key visual scelto è una composizione
di forme e linee geometriche.
Contengono un loro senso della prospettiva.

Si crea un mondo di riferimento.

C’è anche una certa uniformità:
gli spessori, gli angoli e le inclinazioni.
I colori.

Ci sarebbero altre infinite combinazioni possibili.
Forse più che “key-visual”,
potremmo parlare di “may-visual”
(potrebbe, possibile)?

Fabbrica Civica — Imparare dalla pratica

a cura di Amigdala e Archivio Cesare Leonardi a OvestLab con: installazioni in spazi dismessi, incontri pubblici, proiezioni, mostre, concerti.

OvestLab è una delle tante officine dismesse del quartiere del Villaggio Artigiano di Modena Ovest, luogo della città nato da una coraggiosa intuizione politica a partire dalle tensioni sociali ed economiche del dopoguerra: il primo modello di Villaggio Artigiano nel nostro Paese, un territorio tra campagna e città che teneva insieme vita e lavoro, saper fare manuale e impresa, filiera produttiva e appartenenza di comunità. Il progetto OvestLab ha la volontà di essere una nuova connessione tra discipline artistiche, produzione artigianale, rigenerazione urbana e partecipazione dei cittadini.

Qui nell’autunno 2017 nasce “Fabbrica civica“, un progetto di ampio respiro che intende innestare azioni pratiche in questo territorio, in collaborazione con altre realtà locali e internazionali attraverso il confronto, l’ascolto e lo scambio.
Si intende avviare nell’area processi continuativi in forme laboratoriali e sperimentali attraverso attività di produzione artistica, residenze creative, programmazione culturale, iniziative editoriali, formazione per favorire la riflessione collettiva sugli spazi dismessi, il loro ruolo e la potenziale nuova identità.

Ogni evento della rassegna
viene comunicato con un visual proprio:
gioca con le forme, i volumi, le connessioni possibili —
creando nuove composizioni
che parlano lo stesso linguaggio visivo.